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Diete a crudo: Pray Model vs B.A.R.F.

Mi hanno detto che sei interessato a conoscere un po’ meglio l’alimentazione a crudo. 

All’inizio le persone non sanno da che parte cominciare e questo è assolutamente normale.

Spesso li vedi esitanti e apprensivi, evocando mentalmente pellicole come Cujo di Stephen King o immagini mentali di creature assetate di sangue e batteri di salmonella che contaminano cane e umani.

Queste idee sono assolutamente lontane dal vero e se l’alimentazione a crudo sembra complessa e complicata è invece piuttosto semplice.

Ciò che è ancora più confuso per chi si avvicina a questa alimentazione, è il tipo di dieta da perseguire:

PRAY MODEL O BARF O DIETE COMMERCIALI ?

Quale è la migliore secondo te ?

Vediamo insieme intanto di definire l’alimentazione a crudo.

 L’alimentazione cruda è l’atto di nutrire un carnivoro domestico con una dieta a  base di carne cruda, ossa ed organi commestibili. Per carnivoro domestico intendiamo cani, gatti e furetti.

Visto che è tutto molto semplice.

Quando però parliamo di cibo crudo molti si spaventano o strabuzzano gli occhi dicendo:” ma come crudo? ma non lo cuoci?”

No, questa è una dieta cruda. Include  carne cruda , ossa commestibili , organi e spesso altri ingredienti.

Questa cosa potrebbe essere scioccante ma anche quando mi hanno detto che Babbo Natale non esisteva, sono rimasto molto perplesso.

Alla domanda del perché dovrei dare cibo crudo al mio cane, la risposta è semplice, perché è l’alimentazione più NATURALE che esista per i cani,selvatici o domestici. E’ quello che i loro antenati mangiano in natura e perché è un cibo vero e non trasformato. Semplice, ti basta ?

Bene, a questo punto entriamo un po’ di più nello specifico e vediamo quali sono i principali tipi di alimentazione a crudo che esistono.

Per la tua tranquillità personale, ci sono solo 2 modi di alimentare a crudo il tuo animale domestico:

Con una Dieta Commerciale cruda preparata

Con una Dieta a crudo fatta in casa

DIETA COMMERCIALE CRUDA

In molti negozi specializzati oppure on line, si possono comprare questi preparati crudi già pronti, ovviamente macinati con dentro gli ingredienti già suddivisi in percentuali.

Praticamente acquisti,scongeli e servi.  Questo tipo di cibo, è semplice e spesso conveniente anche economicamente. Molti cominciano così, altri invece iniziano direttamente con la dieta a crudo fatta in casa.

NDR: Credo abbiate notato che fino a questo momento il termine BARF non l’ho usato ed un motivo c’è.

 

DIETE A CRUDO FATTE IN CASA: PREY MODEL VS BARF

Una dieta cruda fatta in casa è esattamente quello che sembra.

Si  prepara  il cibo per il cane, piuttosto che affidarsi ad un’altra società per la fornitura di esso.

Semplice.

E non è diverso dal preparare la cena per te o per i tuoi figli. Solo il menu è diverso e non c’è cottura.

Tu scegli la fonte degli ingredienti,tu li prepari e guardi il tuo cane mangiare.

Questo forse è meno conveniente economicamente ma tende ad essere più conveniente perché permette al proprietario del cane il massimo  controllo  sulla dieta e sulla salute. Esistono due tipi di diete crude fatte in casa con ideologie leggermente diverse.

1-Modello Prey

2-BARF

Vediamo insieme le differenze perché spesso queste due diete creano confusione in chi vuole alimentare a crudo il proprio cane.

Versione di dieta Raw fatta in casa n. 1: Prey Model

L’approccio al modello preda cerca di somigliare meglio a quello che i cani mangerebbero in natura e ciò che mangerebbero è una preda intera.

Questa dieta opera sulla filosofia che i cani sono veri carnivori.

Chi alimenta il cane utilizzando il modello Prey Model Raw (PMR) ritiene che i cani domestici dovrebbero seguire le orme del lupo. Ciò significa consumare una dieta che imita ciò che i loro predecessori  mangiano in natura.

Quindi in cosa consiste la PMR ?

Ossa, muscoli, pelle, organi, grasso, tessuti connettivi e pelle, pelo o piume.

Il metodo “Prey Model”  modella  la dieta del nostro animale sui rapporti tra le parti che si trovano negli animali selvatici. I proprietari di cani utilizzano queste proporzioni attraverso il prodotto crudo che è facilmente disponibile.

In che cosa consiste una dieta modello preda ?

80 – 85% di carne di muscolo

10 – 15% di ossa carnose crude ( questo 10/15% è inteso come quantità di osso puro)

5- 10% di organi e frattaglie (con metà di questa quantità di fegato)

Che cosa esclude ?

Frutta

Verdure

latticini

Extra vari/integratori

A questo punto il cane può essere nutrito in due modi:

Con la Preda Intera o con il metodo “Frankenprey”

Col la preda intera,si da al cane una preda completa di tutto, dal pelo o piume agli organi,alle zampe.

Questo modello di alimentazione però non è comodo per la stragrande maggioranza dei crudisti e quindi chi segue questa alimentazione, mantenendo le proporzioni, ricostruisce come meglio può la preda.

I crudisti PMR, possono fornire una gamma di proteine ​​animali. Il tutto in una varietà di formati diversi per raggiungere le proporzioni di cui sopra. Le ossa polpose crude possono includere piedi di animali, code, dorsi, costole, colli o intere carcasse. Organi e frattaglie potrebbero includere fegato, reni, polmoni, pancreas, milza o trippa verde.

Alcuni chiamano questo “Frankenprey”. È l’atto di assemblare parti di animali diversi. Quindi, combinandoli in modo da  simulare  le proporzioni relative degli animali da preda.

Chi segue la PMR cerca anche di mantenere il cibo il più naturale possibile. Alcuni non approvano la carne macinata perché non è nella sua forma naturale.

La varietà è la chiave per qualsiasi dieta sana, ma è particolarmente importante in una dieta PMR poiché è una dieta esclusivamente a base di carne. Questo perché il bestiame allevato ad uso commerciale non contiene gli stessi nutrienti trovati nelle prede selvatiche. Nutrire utilizzando quindi una gamma di prodotti animali aiuta a fornire un migliore spettro di nutrizione.

Riassumendo:

  1. La PMR ritiene che la materia vegetale  non sia appropriata per i carnivori.
  2. L’integrazione eccessiva non serve.

La ragione è perché gli animali selvatici sostengono i loro bisogni nutrizionali attraverso tutta la preda e non hanno bisogno di altro e poiché una dieta modello preda imita questo stile di vita, dovrebbe –  in teoria – fornire al cane con tutto ciò di cui hanno bisogno.

Certo, c’è sempre un’eccezione alla regola …

Si potrebbe notare che molti crudisti PMR scelgono ancora di fornire integrazione con omega 3.

Perché?

I cereali con cui è alimentato il bestiame e le carni quindi mancano dei rapporti omega 3:6.

Gli integratori di acidi grassi Omega-3 compensano questo.

Per ricapitolare:

Una dieta PRM contiene:

  • prodotto a base di carne
  • nessuna materia vegetale
  • limitata integrazione
  • si concentra su prede intere

 

Dieta cruda casalinga n. 2: Dieta BARF

 

B.A.R.F. sta per “ossa e cibo crudo” o “cibo crudo biologicamente appropriato”.

Terribile acronimo

Al di fuori del soprannome odioso, questo programma di alimentazione si basa sulla dieta ancestrale di un cane ed è composta da cibi freschi, crudi e non trasformati.

Quindi qual è la differenza?

La differenza è la teoria della dieta

Chi alimenta a crudo il cane seguendo la dieta Barf, ragiona sulla base della filosofia secondo cui i cani sono  onnivori . Altri sostengono invece che i cani siano carnivori, ma carnivori facoltativi o opportunisti. 

Entrambi sostengono l’uso di frutta e verdura crude nella dieta .

In cosa consiste una dieta BARF   ?

  • Carne di muscolo
  • Ossa carnose crude
  • Organi e frattaglie (con metà di questa quantità di fegato)
  • Frutta e verdura
  • A volte latticini
  • Supplementi

In quali percentuali?

Non c’è una regola di base semplice e chiara. Se chiedi a 20 persone, è probabile che riceverai 20 risposte diverse.

Perché?

Ciò dipende dal punto di vista del proprietario e anche dalla sua esperienza di alimentazione.

Coloro che sostengono la teoria del carnivoro opportunista potrebbero nutrire il cane con meno materia vegetale. I sostenitori della teoria onnivora hanno più probabilità di includere una percentuale maggiore di materia vegetale.

Una buona regola è:

70% di carne muscolare

10% di ossa carnose crude ( dove il 10 è sempre inteso come osso puro)

10% organi (il fegato è metà)

10% di frutta, verdura e / o prodotti lattiero-caseari

Alcuni includono una maggiore percentuale di contenuto osseo, in particolare nelle varietà di BARF commercialmente preparate.

Indipendentemente da ciò, la dieta BARF sostiene comunque che la carne cruda dovrebbe essere al centro della dieta.

Anche il formato è più indulgente.

Vengono fornite prede intere e grandi ossa carnose. Ma anche le carni macinate o le carni tritate sono  accettabili

I nuovi crudisti gravitano sulla dieta BARF per diversi motivi.

Ha un approccio iniziale più semplice e meno”cruento” e ha una più ampia disponibilità commerciale. Perché è meno restrittiva, è più attraente e accessibile per i neofiti. Inoltre, la maggior parte delle diete crude commercialmente preparate sono diete BARF. Contengono carne, ossa e organi ma anche materiale vegetale e sono disponibili in un formato macinato.

Per ricapitolare, una dieta BARF:

  • Contiene prodotto a base di carne
  • Contiene materia vegetale
  • Puoi tenere un diario di quello che dai al cane
  • Tende ad essere più permissiva con l’integrazione
  • Ha un atteggiamento più rilassato verso “la preda intera”

In comune entrambi i modelli hanno che nessuna dieta richiede la caccia o uccide la preda selvaggia. Questo è un modo fatto in casa e moderno per nutrire i nostri animali domestici. 

 Entrambi gli stili di alimentazione cruda escludono anche tutti gli alimenti a base di cereali trattati.

Il modo migliore per riassumere entrambe le opzioni:

  1. Prey Model è più severo. Questo approccio ha un ardente impegno nel fare le cose nel modo più naturale possibile.
  2. L’approccio BARF è un po’ più clemente e accetta frutta, verdura e prodotti caseari.

Quale tipo di alimentazione scegliere ?

Buona domanda.

Non sentirti obbligato a prendere una posizione. Scegli l’opzione che ha più senso per te: logicamente e finanziariamente.

Sfortunatamente, queste due varietà dividono il mondo del cibo per cani alimentati a crudo.

Inizia con qualcosa che sia gestibile, accessibile e pratico. Fai la tua ricerca, prova entrambi i modelli e guarda cosa funziona per la  tua famiglia  e il  tuo cane .

Alcuni cani vanno meglio su un tipo di crudo altri su un’altro. Prenditi tutto il tempo, prova entrambi e scopri quale funziona meglio.

Questo articolo va letto per apprendere un po’ di nozioni in più.

In Italia siamo indietro anni luce rispetto al resto del mondo dove la PMR è utilizzata in larga parte.

Detto questo un saluto a tutti.

Carlo Mancini

Liberamente tratto da un articolo di Amy Marshall

 

 

 

 

 

 

 

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Quanti Ω3 devo dare al mio cane ?

“Gli Ω3 e Ω6 sono acidi grassi essenziali: l’organismo  non è in grado di sintetizzarli e dunque debbono essere assunti con l’alimentazione.

Mantenere un corretto equilibrio fra le quantità di Omega-6 e di Omega-3 è fondamentale per garantirsi un buono stato di salute.

Infatti gli effetti di questi 2 tipi di acidi grassi sono opposti:

  • gli Omega-3 contrastano i fenomeni infiammatori;
  • gli Omega-6 li promuovono.”

Questo non è un post sui benefici degli Ω3, su cosa sono, sulla differenza tra 3 e 6..etc..

Tutte queste info le potete trovare in decine di articoli scritti da Veterinari e nutrizionisti.

Questa è una riflessione nata dopo avere letto di amministratori di gruppi barf, che alla domanda rispetto a quanti Ω3 ( per Ω3 si intendono ovviamente gli EPA e i DHA, quelli per intenderci di origine animale),il cane dovrebbe assumere, si fanno un giro in google, raccattano un po’ di informazioni in qua e in la e danno risposte sulle quantità come se fossero i latori di verità che solo loro conoscono.

             Ω6                          VS                                  Ω3

 

 

Ho chiesto ad una amica Veterinaria se esistesse uno studio che certificasse la giusta quantità di Ω3 che il nostro cane deve assumere in base al peso.  La risposta da professionista seria è stata lapidaria: “ Dipende dalla dieta ed eventualmente dalle necessità fisiologiche di quel singolo cane.”

Dipende dalla dieta, ecco la parola magica !!

 La Dott.ssa Mayer dice : “Ora, a seconda della patologia e del peso del vostro Amico, le quantità necessarie secondo la letteratura scientifica cambiano, ma per farvi un esempio 1 grammo al giorno potrebbe essere sufficiente per un cane di 10kg con insufficienza renale cronica.”

Allora partiamo da zero, da un cane sano che deve assumere Ω3.

Il punto non è quanti darne a priori quindi( visto che la  quantità dipende da tanti fattori), il punto certo è come bilanciarli rispetto agli Ω6!!

Perché vanno bilanciati ?

Perché gli Ω3 ( e qui i vecchi studi classici aiutano ), servono a migliorare la Omeostasi   ( dal greco òmoios, “simile” e stasis “posizione”) cioè servono a mantenere nel giusto equilibrio le condizioni interne generali  sia quelle chimico-fisiche  che comportamentali, di un essere vivente rispetto alle variazioni dell’ambiente esterno…ndr

Gli Ω6 invece, come “tutti” sapete, sono pro infiammatori e quindi: “La dieta ad alto contenuto di acidi grassi omega-6 rompe l’equilibrio tra agenti pro- e anti-infiammatori promuovendo l’infiammazione cronica ed elevando il rischio (e il disagio) nei problemi di salute come l’asma, le allergie, il diabete e l’artrite.” sia a livello umano che animale.

Quindi bilanciare, è la parola magica che noi barfisti conosciamo a memoria.

Il giusto rapporto ( e questo dato lo conosciamo) tra Ω6 e Ω3 va da 10:1 per cani sani a 5:1 per cani con alcune patologie anche se ultimamente studi tendono a dimostrare che bisogna alzare il rapporto a favore degli Ω3.  Quindi 5 parti di Ω6 per 1 di Ω3

Devi quindi partire da questo dato e cioè da quanti Ω6 dai al tuo cane con la dieta

Quanto pollo mangia il tuo cane, quanto manzo, con quanti oli alla master chef condisci il pasto ?

Da dove proviene  il pollo perché se allevato con mangimi di bassa qualità avrà una quantità esorbitante di Ω6 e visto che tutti cercano il pollo che costa meno, se costa poco un motivo ci sarà.

Facciamo un esempio ?

Il pollo, a seconda della parte che utilizzo, avrà una quantità sempre diversa di grassi polinsaturi, Ω6, gli Ω3 EPA E DHA sono inesistenti.

 La sovracoscia di pollo con la pelle per 100gr contiene circa 900mg di omega 6.

Tabellina:

Grassi polinsaturi x 100gr 0,912 g
C18:2 – Acido linoleico 0,721 g
C18:2 omega 6 cis, cis 0,71 g
C18:2 – Acido linoleico coniugato (CLA) 0,007 g
C18:2 trans, non specificato 0,005 g
C18:3 – Acido linolenico 0,035 g
C18:3 omega 3 – Acido alfa-linolenico 0,028 g
C18:3 omega 6 – Acido gamma-linolenico 0,007 g
C18:4 – Acido stearidonico o parinarico 0,001 g
C20:2 omega 6 cis, cis 0,008 g
C20:3 0,017 g
C20:3 omega 3 0 g
C20:3 omega 6 0,017 g
C20:4 – Arachidonico 0,092 g
C20:5 omega 3 (EPA) 0,003 g
C22:4 0,021 g
C22:5 omega 3 (DPA) 0,008 g
C22:6 omega 3 (DHA) 0,007 g

 

Se do al mio cane 200gr di sovracoscia di pollo come OP, gli sto dando circa 1.800mg di Ω6. Per bilanciare la quantità di Ω6 che sto dando, dovrò somministrare Ω3 ( EPA e DHA ) nella quantità di  almeno 360 mg.

Petto di pollo

Grassi polinsaturi 0,399 g
C18:2 – Acido linoleico 0,309 g
C18:2 omega 6 cis, cis 0,296 g
C18:2 – Acido linoleico coniugato (CLA) 0,009 g
C18:2 trans, non specificato 0,004 g
C18:3 – Acido linolenico 0,015
 

 

g

C18:3 omega 3 – Acido alfa-linolenico 0,012 g
C18:3 omega 6 – Acido gamma-linolenico 0,003 g
C18:4 – Acido stearidonico o parinarico 0,001 g
C20:2 omega 6 cis, cis 0,005 g
C20:3 0,01 g
C20:3 omega 3 0 g
C20:3 omega 6 0,01 g
C20:4 – Arachidonico 0,041 g
C20:5 omega 3 (EPA) 0,002 g
C22:4 0,011 g
C22:5 omega 3 (DPA) 0,004 g
C22:6 omega 3 (DHA) 0,003 g

Stesso ragionamento:

Se do al mio cane 200gr di petto di pollo come CSO, gli sto dando circa 800mg di Ω6. Per bilanciare la quantità di Ω6 che sto dando, dovrò somministrare Ω3 ( EPA e DHA ) nella quantità di almeno 160 mg.

Questo ragionamento vale per tutte le carni e per tutti gli oli che molti di Voi danno..

Esempio di pasto giornaliero di un cane di 40kg :

CSO-MANZO LOMBO 45% 567,00GR     Omega6  – 0,290gX100gr Totale 1,5gr
 OP.COLLO TACCHINO 25% 315,00GR     Omega6  – 1,5 gX100gr Totale 4,7gr
TRIPPA 15% 189,00GR     Omega6  – 0,180gX100gr Totale 0,350gr
ORGANI-FEGATO MANZO 15% 189,00GR     Omega6  – 0,465gX100gr  Totale 0,900gr

Quando il cane mangia così, assume dal cibo 7,45 gr circa di Ω6 in un giorno.

A questo punto il mio cane dovrebbe assumere almeno 1,5gr di Ω3 in quel giorno per bilanciare gli Ω6 ricevuti con le sole proteine animali.

Chiaro spero, questo è un buon inizio per cominciare a capire se sto bilanciando in maniera corretta gli Ω6 con gli Ω3.

Consiglio: Somministrate pesce azzurro dei nostri mari: sgombri, alici, sarde. Anche il “salmone” ( che non è pesce azzurro ma ricco comunque..si spera( dipende da cosa gli danno da mangiare) di Ω3, oppure quando si sceglie un olio di pesce, evitiamo gli oli in bottiglia perché gli acidi grassi al contatto con l’ossigeno si irrancidiscono velocemente, quindi capsule.

E’  fondamentale sapere da dove proviene l’olio di pesce utilizzato, è fondamentale che la capsula sia certificata IFOS (International  fish oil standard) e quindi esente da metalli pesanti,diossine ed inquinanti come il PCB. Verificare la presenza di vitamina E (antiossidante naturale )e ovviamente controllare il contenuto di EPA e DHA nella singola capsula. ( il rapporto deve essere 2:1 ). E non comprate su Amazon quello che costa meno, la salute del vostro compagno non è una gara al ribasso .

Nel  prossimo post vi racconterò perche il Krill sia per me il migliore integratore di Omega 3 in assoluto.

E mi raccomando, un bravo nutrizionista e no alle diete fai da te !!

Uno studio condotto recentemente ha riscontrato che i cuccioli di cane che sono stati allevati con alimenti ricchi di Ω3, in particolare DHA, hanno riscontrato un miglioramento dello sviluppo sotto diversi punti di vista.

Secondo lo studio, pubblicato nel Journal of American Veterinary Medical Associaton e effettuato da Hill’s Pet Nutrition (Canada), una dieta contenente oli di pesce ricchi di DHA migliora lo sviluppo del cucciolo e in, particolare, favorisce il corretto sviluppo delle funzioni psicomotorie, del sistema immunitario, della memoria, delle funzioni cognitive e della robustezza della retina.

Lo scopo dello studio era di valutare l’effetto degli Ω3 su questi aspetti.

Lo studio è stato effettuate su 48 cuccioli di Beagle di 8 settimane.

I cuccioli sono stati divisi in 3 gruppi: il primo ha ricevuto un basso dosaggio di DHA; il secondo ne ha ricevuto una dose moderata; l’ultimo gruppo ne ha ricevuto un quantitativo elevato. L’ultimo gruppo di studio prevedeva un aumento delle dosi di vitamina E, taurina, colina e L-carnitina.

I ricercatori coinvolti in questo studio hanno valutato la funzione della memoria, le capacità di apprendimento e la capacità di individuare forme e modelli visivi, e le funzioni psicomotorie.

Il gruppo che ha riscontrato risultati migliori è stato il terzo, ovvero quello con una dieta con livelli massimi di DHA. Sono stati rilevati livelli superiori di anticorpi contro la rabbia in seguito alla vaccinazione e una migliore capacità di vista al buio in condizioni di bassa luminosità.

Ricordati che è fondamentale integrare con Ω3 la dieta del cucciolo appena svezzato.
Il vostro veterinario saprà consigliarvi la dose più adatta di Ω3 in base alla dieta, razza e al peso del cucciolo.

Buona Barf a tutti.

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Gli organi: fondamentali nell’alimentazione a crudo

Gli organi

Un veterinario ci ha presentato un articolo sull’alimentazione cruda, e l’abbiamo rimandato indietro. Di solito non restituiamo i contenuti, ma l’abbiamo fatto questa volta e per una serie di motivi. Uno dei motivi è stata la prima impressione che abbiamo avuto dell’autore e del contenuto. L’articolo iniziava con qualcosa ad effetto: “Non c’è nulla di più pericoloso di una dieta cruda mal preparata”. Anche se siamo d’accordo sul fatto che gli squilibri alimentari possano causare problemi di salute nei cani, resta il fatto che quasi  10.000 cani sono stati uccisi da crocchette contaminate nel 2007. Di fronte a questo, è una dichiarazione piuttosto audace dire che nulla è più pericoloso di una dieta cruda mal preparata.

Chi alimenta il suo peloso a crudo, deve comunque fare attenzione a ciò che mette nella ciotola. La carne e l’osso sono carenti in molti importanti nutrienti. Questo è il motivo per cui è importante dare da mangiare al cane tutti gli organi e tutte le parti di un animale che avrebbe mangiato se avesse ucciso una preda  allo stato selvatico. Sebbene alcune carni di organi possano essere difficili da trovare, sono la parte più ricca di nutrienti dell’animale.  

Perché il tuo cane ha bisogno di carni d’organo

Rispetto ai tagli regolari della carne muscolare, le carni di organi contengono  quasi ogni sostanza nutritiva, comprese quantità importanti  di vitamine del gruppo B come: B1, B2, B6, acido folico e vitamina B12.

Le carni degli organi sono anche ricche di minerali come fosforo, ferro, rame, magnesio e iodio, e forniscono le importanti vitamine liposolubili A, D, E e K. È importante notare che gli animali allevati all’aperto e nutriti con erba, contengono livelli ancora più alti di questi nutrienti essenziali rispetto ai loro omologhi nutriti con cereali.

Prova tutte le carni di organi, inclusi polmoni, reni, pancreas, qualsiasi organo tu possa trovare.

Una fonte naturale di vitamina D

La vitamina D è una delle vitamine più importanti (in realtà un ormone precursore) e regola numerose funzioni nel corpo. La carenza di vitamina D è correlata a debolezza muscolare, fratture, tumori comuni, malattie autoimmuni e malattie infettive. È particolarmente importante per coloro che vivono a latitudini più elevate e ricevono meno sole (poiché l’esposizione al sole è la migliore fonte di vitamina D).

È noto che le carni di organi possiedono alcune delle più alte concentrazioni di vitamina D naturale di qualsiasi fonte di cibo, e anche una fonte di carne di organi nella dieta del cane una o due volte alla settimana, è una grande idea specialmente nel periodo invernale in cui è più probabile che si verifichi una carenza di Vitamina D.

Le carni di organi contengono anche una discreta quantità di acidi grassi essenziali come l’acido arachidonico e grassi omega-3, tra cui EPA e DHA. Alcuni cani (e gli esseri umani) trovano la carne degli organi un po’ “rivoltanti”  all’inizio. Se al tuo cane non piace il gusto o la consistenza della carne dell’organo, puoi aggiungere piccole quantità di carne di organi macinati ai pasti del tuo cane ogni giorno.

Che dire del fegato?

Le persone di solito chiedono informazioni sulla sicurezza del fegato. È compito del fegato neutralizzare le tossine nel corpo da droghe o altri prodotti chimici, quindi ovviamente la scelta migliore per il fegato è quella di un animale nutrito con erba, senza aggiunta di antibiotici o ormoni. Ma non lasciarti spaventare dal fegato: filtra le tossine ma non le memorizza. Le carni muscolari sono in genere più elevate nelle tossine indesiderate rispetto al fegato.

Il fegato è anche noto per essere una delle fonti più concentrate di vitamina A naturale di qualsiasi cibo. La vitamina A naturale aiuta la digestione, mantiene sani gli organi riproduttivi ed è un potente antiossidante.

Il fegato è una grande fonte di acido folico, vitamine del gruppo B e in particolare di vitamina B12, che aiuta contro l’ affaticamento, favorisce l’elasticità mentale e la salute dei nervi, oltre a prevenire l’anemia.

Il fegato contiene anche una delle migliori fonti, utilizzabili per il corpo, di ferro. Il ferro è necessario per molte funzioni nel corpo tra cui la formazione di emoglobina, lo sviluppo e le funzioni del cervello, la regolazione della temperatura corporea, l’attività muscolare e il metabolismo delle catecolamine, per citarne solo alcuni. Una mancanza di ferro avrà un effetto diretto sul sistema immunitario; diminuisce il numero di cellule T e la produzione di anticorpi.

Il ferro è essenziale per trasportare  l’ossigeno alle cellule del sangue. La principale funzione del ferro è il trasporto dell’ossigeno e la respirazione cellulare. Per una persona anemica, la stanchezza è uno dei sintomi più evidenti. Il ferro nel fegato è una delle fonti di ferro più facilmente assimilabili e utilizzabili.

Hai un cane da prestazione? Il fegato contiene un fattore anti-affaticamento, che è dovuto al  miglioramento della capacità di trasportare ossigeno alle cellule del sangue; aumentando la resistenza e la forza nei cani di tutte le specie.

Il fegato contiene molti composti contenenti azoto che sono blocchi per il DNA e l’RNA. In combinazione con le vitamine del gruppo B, questo lo rende estremamente utile per le persone con Alzheimer o altri tipi di demenza. Anche i  cani possono  soffrire di demenza, quindi sii generoso con il fegato.

Mentre il fegato è altamente nutriente, i suoi preziosi nutrienti sono molto influenzati dal calore, quindi non cucinarlo mai o gli enzimi digestivi e le sostanze nutritive andranno perse.

Inserisci il fegato nella dieta regolare del tuo cane almeno una volta alla settimana, se possibile, per il massimo beneficio dei suoi alti livelli di nutrienti. Ma non esagerare: il  5% rispetto alla dieta del tuo cane andrà benissimo.

Non dimenticare il cuore

Poiché è un muscolo, il cuore di manzo è in qualche modo simile alla carne muscolare, sebbene sia un muscolo più pesante e più denso. Ma la carne del cuore racchiude più proteine ​​e nutrienti unici.

Il cuore è una fonte molto concentrata del supernutriente  CoQ10. Il coenzima Q10 (CoQ10) è necessario per il funzionamento di base delle cellule, nonché per ottimizzare il ritmo cardiaco. I livelli di CoQ10 diminuiscono con l’età e sono inferiori in alcuni pazienti con alcune malattie croniche come malattie cardiache, cancro, diabete e disordini immunitari.

Il cuore di manzo contiene anche selenio, fosforo e zinco, insieme a aminoacidi essenziali che aiutano a costruire muscoli, immagazzinare energia e aumentare la resistenza. Il cuore contiene anche il doppio di collagene ed elastina rispetto alla carne normale, che è importante per le articolazioni sane.

Un po ‘di anatomia è importante per chi alimenta a crudo il proprio cane o gatto. Un’immagine dell’anatomia del pollo o della mucca dovrebbe darti un’idea della quantità di ogni organo che il tuo cane dovrebbe ricevere. Nel complesso, le carni di organi (escluso il cuore) dovrebbero costituire circa il 15% della dieta totale del vostro cane.

 

A proposito di Dana Scott

Dana Scott is Editor In Chief for Dogs Naturally Magazine. She also breeds Labrador Retrievers under the Fallriver prefix and has been a raw feeding, natural rearing breeder since the 90’s. She is an advocate for natural health care for dogs and people and works tirelessly to educate pet owners so they can influence veterinary medicine and change current vaccine, food and preventive health practices.

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La Trippa Verde

Piccola riflessione sulla trippa verde che tutti  diamo ai nostri cani.

La trippa verde è uno di quegli ingredienti che fanno parte della dieta a crudo dei nostri cani. Viene raccomandata da molti per i suoi benefici come probiotico, per il suo ottimo rapporto calcio-fosforo e perché non esiste cane a cui non piaccia.. Alcune fonti sostengono che sia fondamentale in una dieta a crudo e altre addirittura che sia il cibo più equilibrato che ci sia.

Vediamo insieme se tutto questo è vero.

Cos’è intanto la trippa verde?

La trippa verde è lo stomaco non trasformato di animali ruminanti, come bovini, caprini, cervidi e ovini. Mentre la trippa lavata e sbiancata, può essere trovata in alcuni negozi di alimentari, non è la stessa cosa per la trippa VERDE.         la trippa verde non può essere legalmente venduta per il consumo umano. La trippa trovata nei negozi è stata lavata, scottata e sbiancata. La trippa verde, d’altra parte, non è stata lavorata in alcun modo. ( Nell’immagine come si presenta la trippa al naturale,non trattata e nemmeno sciacquata,come d’altra parte sono per legge tutte le trippe che comprate nei negozi online).  

Per cosa è utile?

Ho buone e cattive notizie. La cattiva notizia è che molti dei vantaggi della trippa verde sono esagerati. Ma la buona notizia è che è sicuramente utile in molte situazioni, e certamente non fa male (a meno che non si mangi altro che trippa ovviamente).

La trippa è molto gradevole per quasi tutti i cani e può aiutare quando si ha difficoltà nel dare alcuni tipi di organo o le verdure. Grazie al suo odore o meglio alla sua puzza che per loro è alquanto deliziosa.

La trippa verde è inoltre una grande fonte di manganese (circa 13,21 mg / kg, secondo le analisi fornite da Monica Segal nel suo libro K9 Kitchen) e questo è fantastico, perché il manganese è uno di quei minerali che tendono a scarseggiare in molte diete a base di preda intera, in quanto di solito non si trova in quantità significative in altri prodotti a base di carne. Ciò significa che la trippa verde è la fonte primaria di manganese in molte diete a crudo.

La trippa verde contiene enzimi digestivi che fanno bene ai nostri cani, tuttavia questi enzimi sono destinati ad aiutare nella digestione un animale ruminante a digerire una dieta erbivora ed è probabile che non siano molto utili ad un carnivoro che mangia poco o nessun amido nella sua dieta,( almeno dovrebbe ).

Tuttavia, sebbene la dimensione dei benefici di questi enzimi possa essere discussa, certamente non sarà dannosa, così anche in assenza di prove di beneficio, non c’è niente da perdere alimentando il peloso con trippa.

La trippa verde presenta anche un rapporto di fosforo e di calcio di 1:1, ma tenete presente che ciò non significa che la trippa verde ha abbastanza calcio o fosforo da soddisfare le esigenze del nostro cane.

Questo ci porta nella nostra prossima sezione …

Sbarazzarsi di alcuni miti

La trippa verde è una grande fonte di probiotici

Sicuri ?..

Partiamo dall’inizio.

Abbiamo già appreso che la trippa è lo stomaco di un animale ruminante,( i tre prestomaci, reticolo, rumine,omaso e abomaso il vero stomaco)  Le mucche, come gli altri mammiferi, hanno un sacco di diversi tipi di microrganismi che vivono nello stomaco e negli intestini. 

 La maggior parte di questi organismi sono batteri benefici, come Bacteroides succinogenes , Ruminococcus albus  e Lactobacillus fermenti,  così come organismi protozoi come Polyplastron multivesiculatum che producono l’enzima cellulasi che aiuta a digerire la cellulosa, costituente principale delle pareti delle cellule vegetali. Ovviamente questo è importante per un animale che è stato progettato per mangiare principalmente erba !.

Questi organismi si sono adattati per sopravvivere nelle condizioni dello stomaco della mucca: nessun ossigeno, un pH di circa 6-7, e una temperatura di circa 40°C. Se le condizioni nello stomaco cambiano, ciò influenza gli organismi all’interno dello stomaco. .

Proprio come la fluttuazione del pH può uccidere questi organismi, molti di loro moriranno a temperature inferiori ai 40°. E poiché si sono adattati alle condizioni all’interno del sistema digestivo della mucca, la stragrande maggioranza di essi sono obbligatoriamente anaerobi; questo significa che muoiono in presenza di ossigeno.

La bella notizia è che un ambiente con un PH così basso, come quello dei nostri cani e gatti carnivori, distrugge anche batteri pericolosi come quello della salmonella che sotto ad un PH2 viene eradicata.
https://www.passeidireto.com/…/icu-book—4th-ed—-mari…/21

Quindi quando una vacca viene macellata e la trippa viene raccolta, la maggior parte dei batteri muore proprio a causa dell’esposizione all’ossigeno e del drastico cambiamento di temperatura. La trippa passa solitamente attraverso un’ulteriore lavorazione, ad esempio macinazione o taglio, e viene poi immagazzinata nel congelatore; naturalmente, questo uccide ulteriori batteri ancora più sensibili alla temperatura.

Alcuni organismi della trippa possono ancora sopravvivere dopo essere stati raccolti, trasformati e congelati. Ma più lunga è la congelazione della trippa, più ne moriranno. E poiché molti di questi organismi sono effettivamente dipendenti l’uno dall’altro per la sopravvivenza utilizzando i sottoprodotti degli altri, le morti causano una reazione a catena e provocano la morte di sempre più organismi.

Ma alcuni ancora sopravvivono – tra cui piccole quantità di batteri lattici, in particolare quelli classificati nel genere  Lactobacillus. Tuttavia, la quantità di batteri lattici che sopravvive veramente dipenderà fortemente da un certo numero di fattori.

Dal tempo di congelamento e dalla velocità di congelamento. Se la trippa viene gettata in un abbattitore, il forte cambiamento di temperatura può uccidere alcuni dei batteri, ma gli studi hanno dimostrato che una transizione più lenta a basse temperature può consentire a più batteri di adattarsi e sopravvivere..

Inoltre, la loro sopravvivenza dipenderà anche dal fatto che abbiano abbastanza cibo disponibile per sopravvivere. Poiché ottengono energia solo dal metabolismo degli zuccheri, i batteri lattici sono limitati agli ambienti in cui gli zuccheri sono presenti. In un laboratorio, campioni di questi tipi di batteri richiedono che siano coltivati ​​in supporti che soddisfino tutte le loro esigenze nutrizionali. Ma nel caso della trippa, ci sarà una quantità finita di zuccheri per sopravvivere e alla fine moriranno di fame.

Se la trippa ha dei batteri probiotici sopravvissuti, la quantità sarà molto inferiore a quella che si sarebbe trovata in un tipico prodotto probiotico. Ad esempio, un’analisi ha dimostrato che un campione di trippa verde conteneva 12.000 CFU ( colonie per unità) di batteri lattici per grammo. Questo può sembrare molto, ma in confronto, un integratore popolare come il VSL-3, contiene 100 miliardi di batteri per grammo. 

La grande maggioranza dei batteri probiotici non sopravvivono fino al momento in cui la trippa finisce nella ciotola del tuo cane. 

 

Solo perché la trippa verde non contiene una quantità significativa di probiotici non significa che non si debba darla. Come accennato in precedenza, è una grande fonte di manganese,basta non fare affidamento su di essa solo per i probiotici. Se il vostro cane ha bisogno di probiotici, allora ci vuole un probiotico da farmacia come il Vivomix o il VSL3

La trippa inoltre ha un ottimo profilo nutrizionale

Analisi nutrizionale trippa verde

Queste informazioni possono essere trovate nel libro di Monica Segal K9 Kitchen . Sono i valori medi di 8 diversi campioni di trippa verde.

Umidità 64,7%
Proteina 14,9%
Calcio 0,14%
Fosforo 0,1%
Sodio 0,11%
Potassio 0,14%
Magnesio 0,01%
Zinco (ppm) 23.0
Manganese (ppm) 13.21
Rame (ppm) 1.76
Ferro (ppm) 30.16
Cenere 1,34%
Grasso 18.09%
calorie 225
carboidrati 1,25%

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Grassi: non tutto vien per nuocere

Ringrazio la Dott.ssa Maria Mayer per questo illuminante articolo sul ruolo fondamentale dei grassi nella dieta del nostro amico peloso.

 

Quando si parla di grassi, o più correttamente lipidi in termini nutrizionali, troppo spesso questi vengono interpretati in modo negativo. Facciamo un breve excursus nel “mondo dei grassi” per l’alimentazione di cane e gatto per capire come mai.. non tutto il grasso vien per nuocere, anzi!

lipidi (dal greco: λίπος, lipos = “grasso”), comunemente denominati grassi nel linguaggio comune, sono dei composti organici, costituenti fondamentali di tutti gli alimenti. Questi composti sono caratterizzati dalla loro insolubilità in acqua (tranne alcune eccezioni interessanti per i nostri Amici che vedremo), composti da catene più o meno lunghe di atomi di carbonio e idrogeno. All’interno di un organismo i lipidi svolgono diverse importanti funzioni, stabilite sia dalle necessità dell’organismo in quel momento che dalla loro specifica composizione. Insomma.. non sono tutti uguali. Senza dover fare un trattato scientifico ordinato, vediamo quali sono i punti più interessanti.

Ruolo energetico dei grassi

Mentre a fronte di un grammo di carboidrati o di proteine i nostri Amici riescono ad ottenere fra le 3,5 e le 4 kcal (a seconda), da un singolo grammo di grassi si ottengono circa 9 kcal. I grassi infatti, grazie alla loro ricchezza in idrogeno, “bruciano” perfettamente all’interno dei mitocondri, formando pochissimi residui e liberando molta energia.  Inoltre, essendo totalmente privi di molecole di acqua al loro interno (lo abbiamo detto sopra che sono insolubili in acqua), occupano poco spazio, configurandosi in questo modo come la miglior fonte di stoccaggio di energia per un organismo.

Mi direte “lo sapevamo, per quello non vanno mangiati”. Non del tutto vero. Sicuramente è vero infatti che consumare molti grassi può portare facilmente il nostro Amico ad obesità, vista la grande energia condensata al loro interno e vista la vita sedentaria che molti di loro fanno. D’altra parte però i grassi possono essere un potente alleato per tutte quelle patologie che portano il nostro Amico a rifiutare il cibo. In caso di animali convalescenti o debilitati, che non vogliano o non riescano a mangiare una sufficiente quantità di alimenti, sono infatti fra i migliori appetizzanti per la loro ciotola e hanno l’enorme vantaggio di apportare “molta energia in poco spazio“. Pur alimentandosi poco quindi avremo modo di dare al nostro cane o gatto le kcal necessarie per sopravvivere.

I grassi sono particolarmente utili quindi in tutte le patologie che portano a scarso o nullo appetito da parte del nostro Animale, come ad esempio patologie renali gravi e neoplasie. Anche in convalescenza, quando dopo una malattia debilitante non riescano ancora ad assumere delle quantità corrette di alimenti, possono essere estremamente utili! 

Ruolo strutturale e funzionale

Come abbiamo visto anche nell’articolo specifico sugli Omega 3, alcune classi di lipidi svolgono all’interno dell’organismo un ruolo strutturale,  entrando cioè nella composizione delle membrane cellulari, e un ruolo funzionale, come regolatori dell’infiammazione o altri processi organici “endocrini”.

Quando parliamo di ruolo strutturale e funzionale ci riferiamo quindi alle classi di acidi grassi Omega 6 e Omega 3, dei particolari acidi grassi che i nostri cani e gatti devono assumere tramite l’alimento perché incapaci di sintetizzarli da soli (sono cioè essenziali).

Fra le caratteristiche che definiscono il gatto come un carnivoro stretto vi è proprio l’essenzialità dell‘acido arachidonico, un Omega 6 (definito dalla formula 20:4) presente guarda caso in quantità proprio nei tessuti di origine animale.  Il cane invece, pur essendo un carnivoro opportunista, riesce a sintetizzare acido arachidonico da solo e non è quindi essenziale per questa specie.

Semplificando molto (i nutrizionisti non me ne vogliano), possiamo dire che una volta entrati nella composizione delle membrane sotto forma di catene di fosfolipidi, gli acidi grassi Omega 3 (in particolare EPA e DHA, molto molto meno l’ALA) concorrono a rendere la membrana stessa più fluida, mentre gli Omega 6 sono quelli che tendono a renderla più rigida. Ora, anche senza essere scienziati, appare evidente come una struttura tanto più è rigida, tanto più ad un insulto reagirà rompendosi, mentre la capacità di essere flessibili/fluida rende più “adattabile” anche a forti stimoli esterni. Ci siete?

Ecco. Vi ho spiegato in poche parole come mai è importante avere un alto apporto di Omega 3 nell’alimentazione del nostro Amico. Rendere fluide le membrane è infatti un meccanismo di difesa da insulti di vario genere. Questa fluidità è solitamente intaccata dall’avanzare dell’età, che rendendo le strutture più rigide tende a rendere i nostri cani e gatti più suscettibili a molte malattie degenerative, al primo posto quelle neuronali e neoplastiche.

Una membrana cellulare fluida è una membrana cellulare sana!

Inoltre, qualora lo stimolo infiammatorio o ossidante arrivasse e riuscisse a rompere la membrana (tramite degli enzimi chiamati fosfolipasi), verrebbero liberati in massa gli acidi grassi che formano questa struttura. Nel caso in cui i lipidi siano per la maggior parte Omega 6 (pro-infiammatori) avremo un perdurare dello stimolo flogistico, mentre se venissero liberati in massa Omega 3avremo un effetto anti-flogistico (= anti-infiammatorio). Fantastico no?

Per i motivi che vi ho brevemente descritto sopra quando andrete a leggere alcune etichette di mangimi commerciali o alcune ricerche, troverete indicato il rapporto Omega 6 : Omega 3 (di solito espresso da numeri come 10:1 o 5:1 etc.). Dato che come abbiamo detto gli Omega 6 sono contenuti ampiamente nei tessuti di origine animale, di cui non possiamo privare i nostri Amici, appare evidente come l’unico modo per rendere favorevole questo rapporto sia aumentare considerevolmente la quota di Omega 3 in forma attiva, vale a dire EPA e DHA

I grassi saturi sono il diavolo?

Durante gli ultimi 50 anni è stata costruita e montata una guerra ai grassi in generale, rivolta in particolare ai grassi saturi e al colesterolo, che nell’immaginario collettivo sono diventati praticamente il diavolo nutrizionale. Vi consiglio di leggere questo articolo per dissipare i vostri timori prima di tutto, quindi concentriamoci sul ruolo di questi preziosi alimenti per i nostri carnivori domestici.

Cosa si intende per grassi saturi prima di tutto. Un acido grasso è sostanzialmente una catenella formata da atomi di carbonio. Le singole “catenelle” (acidi grassi) possono essere assemblate in modo diverso (es. fosfolipidi, come quelli della membrana cellulare, hanno una componente idrofilica ad una delle estremità, oppure i trigliceridi che sono 3 “catenelle” tenute assieme da una molecola di glicerolo). A loro volta poi queste catenelle di acidi grassi possono essere più o meno lunghe, cioè formate da un numero maggiore o minore di atomi di carbonio, e possono presentare un numero maggiore o minore di atomi di idrogeno. Per farla breve, se a ogni molecola di carbonio sono associate due molecole di idrogeno il grasso viene detto saturo, se manca uno di questi doppi legami si chiama monoinsaturo, mentre se ne mancano due o più parliamo di grassi polinsaturi.  Dato che ogni doppio legame crea una “piegatura” a livello di catenella (guarda la figura), i grassi composti per la maggior parte da grassi saturi (come il burro), tendono ad essere solidi a temperatura ambiente essendo più “rigidi” e ben ordinati, mentre i grassi che sono principalmente insaturi (come gli oli – olio di oliva, ma anche mais, girasole o altri) sono liquidi a temperatura ambiente.

Acidi grassi saturi e insaturi (link alla fonte dell’immagine)
Un modo facile per distinguere da quale tipo di acido grasso, se saturo o polinsaturo, è formato nella maggior parte l’alimento che stiamo andando a dare al nostro cane o gatto è quello di valutare se è solido o meno a temperatura ambiente. Burro, lardo e strutto sono composti soprattutto da grassi saturi, mentre gli oli sono polinsaturi. Qualche eccezione nella “denominazione”: quello che noi chiamiamo “olio di cocco” è in realtà formato per la maggior parte da grassi saturi.. e in effetti, a parte le giornate estive molto calde, è solido a temperatura ambiente! 

Ma quindi, questi acidi grassi saturi, sono davvero così diabolici? bene, no. Gli acidi grassi saturi possono avere diversi vantaggi nella nutrizione di cani e gatti. Prima di tutto infatti alla categoria dei grassi saturi appartengono molti grassi di origine animale, estremamente appetibili, che possono migliorare l’assunzione di alimento in tutti quei pazienti oncologici oppure nei gatti che abbiano problemi ad accettare una dieta fresca (per fare due esempi). Secondo poi, sono maggiormente resistenti all’ossidazione, quindi ad esempio è possibile che se scegliete un alimento commerciale a base di pesce (ricco di acidi grassi polinsaturi) questo si rovini prima ossidandosi e causando problemi al vostro cane gatto, rispetto a uno a base di carne e grasso bovino (ricco di acidi grassi saturi). Attenzione, non sempre è così, ma è possibile.

Distinzione dei vari acidi grassi in saturi, monoinsaturi e polinsaturi. (Immagine originale qui)

Altro mito da sfatare è che gli acidi grassi saturi facciano ingrassare maggiormente: assolutamente falso! Anzi, generalmente i grassi saturi, essendo maggiormente ricchi di molecole di idrogeno come abbiamo visto, vengono “letti” dal nostro e loro organismo come energia pronto uso, essendo quindi bruciati immediatamente. 

Nei grassi inoltre sono veicolate le vitamine liposolubili e altri costituenti minori essenziali per la salute dei nostri Amici. L’olio extravergine di oliva ad esempio contiene oltre 200 componenti minori fra steroli, fenoli, polifenoli, tocoferoli e altre sostante antiossidanti. Anche il burro è stato enormemente rivalutato negli ultimi anni, specialmente il burro proveniente da animali al pascolo è infatti particolarmente ricco di una vitamina liposolubile però assolutamente sottovalutata che è la Vitamina K2.  Questa vitamina è al centro di moltissimi studi in medicina umana, dimostrandosi sempre di più come un potente antiaging. Ne parleremo sicuramente in modo approfondito più avanti, per ora vi rimando a questo interessante articolo.

Due copertine del Time a confronto: 1984 – comincia la grande demonizazzione dei grassi – 2014 è intitolata “Mangiate il burro”

Infine, fra gli acidi grassi saturi rientrano anche gli acidi grassi a media catena (MTC), di cui è ricco l’olio di cocco, che sono fra l’altro un nutriente fondamentale per le cellule del nostro intestino. Gli MTC hanno innumerevoli benefici, fra cui vi ricordo uno di quelli per me di maggior interesse: hanno dimostrato nel cane di ridurre le crisi epilettiche nel cane.

Nella pratica: quali grassi o oli preferire per l’alimentazione dei nostri Amici?

Partiamo prima di tutto dal presupposto che la variabilità è sempre la base di una dieta sana e che quindi è altamente sconsigliabile dare in modo fisso un determinato alimento, che esso sia una fonte proteica, di carboidrati o di grassi. Detto questo vediamo quali sono quelli che posso certamente consigliarvi per l’alimentazione di cane e gatto e quali sono invece quelli che preferisco evitare.

OLI & GRASSI SI

 Gli oli e grassi che si possono usare tutti i giorni per l’alimentazione di cane e gatto, facendo però sempre attenzione a ruotare fra uno e l’altro perché alla base della salute vi è sempre la variabilità:

  • Olio extravergine di oliva – primo fra tutti, specialmente se italiano e di buona qualità. Come abbiamo detto è ricchissimo di antiossidanti e – se ottenuto da spremitura a freddo – è davvero una “spremuta” di salute.
  • Olio di cocco – ricchissimo di acidi grassi a media catena (MTC), come abbiamo detto l’olio di cocco è un prezioso nutriente per le cellule della mucosa intestinale, specialmente del primo tratto di intestino. Buona fonte, poco appetibile però purtroppo, specialmente per i gatti.
  • Burro – meglio se proveniente da animali al pascolo come dicevamo. Il burro, demonizzato per tanti anni, è in realtà un grasso estremamente appetibile, ricchissimo di vitamine e minerali traccia ed è ricco di acidi grassi a media e corta catena (ac.butirrico), nutrienti della mucosa intestinale. 
  • Grassi animali –  sego (grasso di vacca), strutto e lardo (grasso di maiale) possono essere ottimi. Fra i tre quello maggiormente ricco di grassi saturi e quindi conservabile per più tempo è il sego, mentre il lardo proveniente dai moderni allevamenti è generalmente molto ricco di grassi mono e polinsaturi. Ricordate che la provenienza da animali che mangiano erba vi garantisce sulla “bontà” dei costituenti il prodotto finale.

OLI & GRASSI NI

Sono “NI” tutti quelle fonti di lipidi che possono essere utilizzate saltuariamente per l’alimentazione dei nostri Amici, ma che preferirei non fossero proprio giornalieri. Qualche esempio:

  • Olio di girasole, soia o mais SOLO se BIOLOGICO –  fermi tutti, non vi spaventate. Li segno molto spesso nelle diete, ma è impossibile non ricordare i “contro” degli oli di semi. Mentre l’olio di oliva da spremitura a freddo viene infatti ottenuto in genere con un processo di “torchiatura” dell’oliva, gli oli di semi sono ottenuti con solventi a partire da semi vegetali di varia natura. L’olio è quindi sottoposto a raffinazione per eliminare le mucillagini, deodorarlo e decolorarlo. In pratica durante questo processo industriale alcune delle sostanze preziose presenti nel seme oleoso vanno perse, rendendo questi prodotti di scarso interesse nutrizionale. Inoltre, se NON provengono da semi da coltivazione biologica questi oli sono ricchissimi di fitofarmaci per cui vanno evitati nel modo più assoluto. Altra indicazioni importante devono essere conservati, se volete usarli, in bottiglia di vetro e NON in plastica (leggete qua)
  • Olio di lino – già, non ci crederete, ma per me è un “ni”. Non è assolutamente un olio da evitare, specialmente se bio, spremuto a freddo e conservato in bottiglia di vetro. D’altra parte però non me la sento neanche di consigliarvelo fortemente, essendo ricco sia di ALA (un Omega 3 quindi “buono”), ma anche di LA (acido linoleico, un Omega 6 pro-infiammatorio quindi). Ricordiamoci che, se stiamo dando ai nostri cani e gatti un’alimentazione da carnivori, ricca cioè di proteine animali, staranno già ricevendo un alto apporto di Omega 6 dalla carne e non avranno bisogno di aggiungerne ulteriori, mentre sarà importante bilanciare gli Omega 3.

OLI & GRASSI NO

Sono gli oli e grassi che sconsiglio vivamente di dare, anche in modo saltuario ai nostri cani e gatti:

  • Margarina – no no no, la margarina è un olio idrogenato, cioè olio a cui sono stati aggiunti artificialmente atomi di idrogeno per renderlo saturo. Ricca di grassi trans, assolutamente dannosi per la salute, la margarina è stata spacciata per molto tempo come “più salutare del burro”, subendo processi di raffinazione industriale è assolutamente da evitare.
  • Olio di salmone – l’olio di salmone, pur essendo teoricamente molto ricco di Omega 3, è da evitare per vari motivi. Primo fra tutti un motivo ambientalista, di cui non possiamo non tener conto. Tutto il salmone in vendita (o quasi) proviene infatti da allevamenti in mare, che sono attualmente considerati una delle maggiori fonti di inquinamento delle nostre acque. Il salmone allevato, cresciuto con farina di pollo (doppio inquinamento e orrore), viene inoltre bombardato di farmaci e antibiotici, potenzialmente riscontrabili poi nel grasso dell’animale (specialmente se venduto come prodotto per cani e gatti e quindi meno controllato). Infine, per l’olio di salmone valgono anche molte considerazioni riguardo altri contaminanti, come i metalli pesanti. Insomma.. NO! 🙂 Neanche se vi scrivono in etichetta “da salmone selvaggio”, perché onestamente non credo che un prodotto come il salmone selvaggio, venduto sul mercato umano a 40 euro al kg circa e considerato in via di estinzione, possa finire in un prodotto per cani e gatti a buon prezzo. Se volete gli Omega 3 usate una buona perla, ben concentrata.
  • Olio di fegato di merluzzo – olio che si ottiene dal fegato di Gadus morhua, il merluzzo bianco tipico dell’Oceano Atlantico settentrionale. Non lo amo perché è ricco di Omega 3 e vitamine, ma anche di Omega 6 (che abbiamo detto essere pro-infiammatori). Inoltri, una “spremuta” dell’organo di filtro per eccellenza, se non ben distillato, potrebbe a mio avviso contenere diverse sostanze tossiche. Bocciato quindi.

Chi è la Dott.ssa Maria Mayer:

Sono un medico veterinario, appassionata di natura, ecosistemi, viaggi e ricerca.

Mi sono laureata all’Università di Teramo nel 2010, ottenendo il massimo dei voti per il mio percorso universitario e per la mia tesi sulle Medicine Alternative e Complementari in Veterinaria. La mia carriera è continuata in modo coerente dopo la laurea: sono diplomata in Omeopatia Veterinaria e ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca con un progetto sulle Medicine Alternative in Allevamento Biologico.

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Chi siamo noi…

È come chiedersi perché la mattina sorga il sole e la sera tramonti.
Alimentare con cibi freschi,vivi e naturali il proprio peloso, cane o gatto che sia, non è altro che rispettare la loro natura e la natura
B.A.R.F. ovvero Biologically Appropriate Row Food, cibo crudo biologicamente appropriato. Semplice, dove l’avverbio “ biologicamente” è riferito ai principi della biologia e non al termine “biologico” come molti pensano.
Chi alimenta a crudo il proprio compagno, non fa la guerra alle multinazionali del pet food, semplicemente ritiene che il cane sia un carnivoro e come tale vada alimentato. Potremmo dilungarci su come sia realizzata una crocchetta, quali nutrienti contiene dopo una lavorazione ad alta temperatura, sul perché le vitamine ed i Sali minerali siano aggiunti chimicamente dopo, sul perché senza un qualche cereale la crocca non si riesce a realizzare, su come sia possibile che un pacco di crocchette aperto, duri mesi senza ammuffire…( ma quale alimento al mondo non comincia ad ammuffire se aperto e utilizzato per mesi ? )
Il cane è un carnivoro opportunista, il gatto un carnivoro obbligato. Migliaia di anni di domesticazione, ne hanno cambiato il carattere ed anche in parte le abitudini alimentari portandolo a cibarsi di quello che l’uomo gli proponeva. Ma chi siamo noi per decidere di cambiare la natura ?
Apparato masticatorio, apparato digestivo, enzimi digestivi, ph gastrico sono oggi, con le differenze dovute alle varie razze, uguali a quelle del suo antenato, il lupo ed il dingo.
L’uomo onnivoro ed i ruminanti, hanno nella saliva un enzima digestivo, l’amilasi, che permette la trasformazione dei carboidrati complessi come gli amidi, in prodotti più semplici come il glucosio.
Domanda: perché la natura non ha previsto anche ai cani di fornirli di amilasi salivare ?
Esiste un solo significato che può essere dato alla lettera “R” dell’acronimo barf e cioè CRUDO. La barf è crudo, non leggermente scottato o verdure scottate o altro..La B.A.R.F è solo un acronimo che rispecchia ciò che la natura ha scelto per i nostri carnivori.
Biologicamente Appropriato vuol dire che a livello naturale, questa alimentazione è appropriata per il carnivoro e carnivoro opportunista. Ed ho detto “a livello naturale”. Quindi, quella benedetta parola RAW avrà un suo perché, no?
Che poi ci siano più alimentazioni crudiste ci sta, ma sempre di CRUDISMO parliamo.
Il resto è casalinga.
 

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ANATOMIA DI UN CARNIVORO

Il cane è stato ed è il compagno dell’uomo, da almeno 10.000 anni, anche se analisi molecolari, lo ritengono ancora più vecchio.

Analisi genetiche hanno però dimostrato che il cane differisce dal lupo solo per 1% di sequenze genetiche.

Lupi e cani domestici hanno anche identici apparati digerenti.

Secondo Ray Coppinger, professore di biologia all’Hampshire College di Ameherst nel Massachussets, i cani ed i lupi sono diversi anche per quanto riguarda i denti che nei cani sono più piccoli e soprattutto nel cervello che nei lupi è più grande del 20%. I cani vanno in calore due volte all’anno mentre i lupi una volta sola e caratterialmente i cani hanno l’abitudine di leccare e salutare i loro padroni regolarmente per tutta la vita, atteggiamento che nei lupi è riconoscibile solo nei cuccioli che lo fanno con i membri più anziani del branco.

E’ interessante sottolineare come i cani domestici, dal Chihuahua al San Bernardo, presentino lo stesso modello di DNA e questo suggerisce che i cani abbiano una origine singola anziché multipla. L’unico cane domestico diverso è l’Elkhound artico, che sembra si sia evoluto in maniera indipendente.

Uno dei più importanti studi mai fatti, sui cani ed i lupi, realizzato da Robert Wayne,( https://www.eeb.ucla.edu/Faculty/Wayne/)  biologo evoluzionista dell’università di Los Angeles, dimostra come i lupi siano la specie più vicina al cane. Sono stati analizzati campioni di DNA prelevati da 140 cani domestici, di razza e meticci e da 162 lupi provenienti da 27 località diverse nel mondo.

Questo dimostra come il cane domestico, sia un diretto discendente del Canis Lupus ed essendo quest’ultimo un carnivoro, è logico pensare che lo sia anche il cane domestico.

Alcune caratteristiche tipiche dei carnivori sono una grande bocca, denti appuntiti fatti per afferrare e strappare, un movimento delle mascelle solo verticale ed assenza nella saliva di enzimi digestivi.

I denti e la bocca di un carnivoro sono fatti per strappare, tritare ed ingoiare, anche cibo intero, non per masticare o schiacciare. Quando i denti si uniscono, agiscono come cesoie.  Gli onnivori e gli erbivori, hanno nella saliva l’amilasi che aiuta ad iniziare il lavoro di rottura dei carboidrati complessi, i cani no.

Il tratto digestivo dei cani e dei lupi è cortissimo rispetto a quello dell’uomo o degli erbivori. Questo permette al cane di digerire ed assimilare rapidamente la carne e le ossa. I carnivori hanno una maggiore concentrazione di acido cloridrico nello stomaco per abbattere le proteine e per uccidere i batteri pericolosi. L’acidità nello stomaco è uguale o inferiore con la carne cruda ad un PH di 1 mentre nell’uomo è 4/5.

Questo ci porta finalmente alla domanda principale:

Qual è la migliore alimentazione possibile per un cane ?

I cani sono carnivori. La mancanza di amilasi nella saliva, li obbliga ad un lavoro digestivo enorme per riuscire ad assimilare i carboidrati complessi. Perché allora la maggior parte delle aziende mangimistiche producono alimenti per cani ricchi di cereali come il mais, il frumento il riso e la soia ? Le aziende mangimistiche ci bombardano il cervello dicendo che i carbo sono una ottima fonte di proteine per i cani ma se questi non hanno gli enzimi per digerirli ed assimilarli, come è possibile ?

Il Dott. David Kronfeld riferisce che i carboidrati, si possono dare ad un cucciolo durante lo svezzamento in quanto il latte della mamma contiene il 12% di carboidrati e con attenzione alla cagna che sta allattando in quanto ha bisogno di 3 volte la quantità di glucosio nel sangue per produrre latte. Al di fuori di questi momenti, non vi è bisogno di alcun tipo di carboidrato nei cani. Il fegato è ampiamente in grado di sintetizzare il glucosio dagli amminoacidi derivanti da proteine animali e il glicerolo dal grasso sempre animale. Anche la cottura delle proteine animali,cambia la catena degli amminoacidi e li rende spesso inutilizzabili o distrutte. C’è anche da aggiungere che gli alimenti trasformati sono di più lunga e difficile assimilazione e digestione. Un cane può impiegare anche 14 ore a digerire un alimento trasformato mentre la carne cruda, viene digerita in meno di 6 ore e noi sappiamo che il cibo più rimane nell’apparato digerente e più può causare problemi di allergie e disturbi digestivi. I produttori di alimenti secchi per cani, hanno cominciato negli anni 50/60 a produrre cibo e solo grazie a costose campagne di marketing, hanno cominciato a convincere il pubblico che l’alimentazione canina è una cosa complessa e che solo una dieta a secco, scientificamente studiata e formulata, può dare al cane un’alimentazione completa. Ma se abbiamo detto che i cani domestici, hanno una età stimata di migliaia di anni e sono arrivati fino a noi, perché non si sono estinti prima dell’avvento delle crocche?

Gli enzimi digestivi ed i batteri che si trovano nella carne cruda e nei cibi freschi aiutano il cane a digerire e a costruirsi una flora batterica robusta e quindi un sistema immunitario forte e resistente.

La maggior parte del grasso utilizzato negli alimenti trasformati, può facilmente diventare rancido se non vengono utilizzati conservanti chimici per cercare di mantenerlo integro il più a lungo possibile. L’ethoxiquin, bha,bht sono conservanti che possono inibire la produzione di globuli bianchi, abbassare le difese immunitarie e bloccare l’assorbimento del glucosio. Anche gli acidi grassi Omega3, fondamentali per una buona salute dei cani, non possono essere conservati a lungo. Il grasso è fondamentale per un carnivoro in quanto serve a creare energia e produrre glicerolo. Gli esseri umani hanno bisogno di carboidrati per la produzione di energia e per la resistenza mentre i carnivori hanno bisogno di grassi animali e vegetali per la creazione di glucosio e per lo sviluppo dell’energia.

Queste sostanze nutritive non si trovano nei cibi trasformati e questo è il motivo dell’insorgere di tutte quelle malattie e problematiche che oggi riscontriamo sui nostri pelosi: allergie, intolleranze alimentari, carenze nutrizionali, dolori articolari e muscolari, gastriti, pancreatiti, problemi ai denti,tartaro , feci puzzolenti ed enormi..potrei continuare all’infinito e arrivare a parlare di patologie ben più complesse..

Questo articolo serve come spunto di riflessione per fare capire ai proprietari dei cani che esiste una alimentazione appropriata per i loro pelosi che va oltre il mondo delle crocchette o della casalinga, una alimentazione naturale che ha come riferimento ciò che accade in natura.

Bibliografia:

“Give Your Dog A Bone,” by Dr. Ian Billinghurst, D.V.M.
“Grow Your Pups With Bones,” by Dr. Ian Billinghurst D.V.M.
“Holistic Guide For A Healthy Dog,” by Kerry Brown D.V.M. and Wendy Volhard
“Natural Health for Dogs and Cats,” by Dr. Richard Pitcairn D.V.M

https://www.b-naturals.com/newsletter/anatomy-of-a-carnivore/